Roma, 30 ott - Una "piccola grande opera d'arte",
celebra uno storico sodalizio artistico e intellettuale tra i
più illustri, come quello tra Trilussa, sommo poeta romanesco, e
Gabriele Galantara, "padre della satira socio-politica". Lo
offre la ripubblicazione del poemetto satirico di Trilussa, "La
Porchetta Bianca", illustrata dal noto caricaturista maceratese,
presentata oggi in Campidoglio dal presidente del Consiglio
comunale di Roma Mirko coratti, dal vicepresidente della
Provincia di Macerata Donato Caporalini, dal presidente
Commissione Nuovi Diritti del Comune di Roma e dal presidente
del Centro Studi Gabriele Galantara Fabio Santilli. L'operazione
editoriale, frutto della collaborazione tra Comune di Roma e
Provincia di Macerata, celebra l'anniversario dei settant'anni
della scomparsa di Galantara, nato nel 1865, e ricorda l'opera
che vide la luce nel 1930 per i tipi della Mondadori, dove il
disegnatore accompagnava con 32 tavole litografiche a colori la
storia del "Re ch'annava a caccia e invece d'ammazza' un
cignale, spaccò la testa a un povero majale", non altro che un
goliardico e allegorico attacco all'alta società. "Se Trilussa
con poche e decise rime dava luce e commento a grandi fatti
storici o a semplici azioni quotidiane dell'agire umano -
commenta coratti - il merito di Galantara fu quello di
trasformare quelle stilettate in versi, in altrettante immagini
e illustrazioni. Una matita graffiante al servizio di una
percezione visiva con accento umoristico ad uso e consumo di una
più generale ilarità". Galantara diede vita nel 1892 al più
famoso settimanale satirico L'Asino, e collaborò col Becco
Giallo e col Marco Aurelio. "Sullo sfondo del fascismo, dopo
l'arresto per offesa al duce - racconta Santilli - Galantara
venne chiamato da Trilussa per illustrare il suo poemetto, che
fu costretto a firmare con lo pseudonimo di Bruno Serpi per il
divieto da parte del regime di proseguire la sua attività
satirica". La nuova edizione ha una tiratura di 2000 copie
numerate.

