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venerdì 21 dicembre 2007

FINANZIARIA 2008 TAGLIO INDENNITÀ CONSIGLIERI, CORATTI SCRIVE LETTERA A PRODI


Roma, 21 dic - In considerazione delle misure di
contenimento dei costi della politica contenute del disegno di
legge finanziaria 2008, che comportano il taglio delle indennità
di funzione dei consiglieri comunali al 25% del compenso del
sindaco, il presidente del consiglio comunale, Mirko coratti, ha
scritto una lettera aperta al presidente del consiglio Romano
Prodi. Nella lettera, che è stata inviata oggi, coratti scrive:
"Il giusto obiettivo del contenimento dei costi della politica
con l'applicazione di queste misure rischia di trasformarsi in
una ingiusta misura di penalizzazione soltanto verso coloro che
svolgono attività politica a diretto contatto con i problemi dei
cittadini e del territorio"Secondo coratti, le misure
contenute in finanziaria produrranno degli effetti: "i
consiglieri comunali e municipali - scrive coratti - se
decideranno di dedicarsi a tempo pieno all'attività
istituzionale e chiederanno per questo motivo di essere
collocati in aspettativa non retribuita per il periodo di
espletamento del mandato, dovranno assumere a proprio carico
l'intero pagamento degli oneri previdenziali, assistenziali e di
ogni altra natura. In tutti gli altri casi, i consiglieri non
potranno piu'' richiedere il riconoscimento dell'indennità di
funzione precedentemente prevista a fronte della loro attività
istituzionale ma saranno indennizzati esclusivamente con la
corresponsione di un gettone di presenza il cui ammontare,
peraltro, sara' decurtato fino alla concorrenza di importi
vicino ai famigerati 1000 euro, ormai individuati come la soglia
della condizione di indigenza sociale". "La forte penalizzazione
a carico dei consiglieri potrebbe comportare - aggiunge coratti
- un pericoloso contraccolpo su alcuni importanti obiettivi
delle politiche di efficientamento delle amministrazioni locali:
primo fra tutti il decentramento territoriale delle funzioni
amministrative. Occorre sottolineare come, i consiglieri
municipali, nel caso specifico di Roma sono lo strumento pensato
per realizzare l'avvicinamento del governo di molte funzioni
di base ai cittadini residenti. Altro rischio concreto -
prosegue coratti - è quello di far diventare l'attività
amministrativa locale un privilegio per benestanti: infatti, chi
potrà permettersi di dedicarsi a tali attività con dedizione e
massimo impegno, così come richiesto in una capitale europea
come Roma per 1000 euro al mese e caricandosi gli oneri
previdenziali, assistenziali e di ogni altra natura? Un conto è
contenere i costi eccessivi della politica un conto è impedirne
l'espletamento delle funzioni. Noi amministratori locali che di
certo non apparteniamo alla 'casta' siamo pronti comunque -
conclude - a fare la nostra parte però chiediamo che anche
ministri, parlamentari e consiglieri regionali facciano la loro
riducendosi gli appannaggi a 1.000 euro al mese"

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