
Roma, 18 dic - "Alla soddisfazione per aver
ottemperato istituzionalmente alle istanze dei cittadini che
hanno sottoscritto la proposta di iniziativa popolare per
l'istituzione del registro delle unioni civili, sottoponendo al
voto dell'Aula il provvedimento, si aggiunge però uno spiacevole
atteggiamento da parte del Segretario dei Radicali di Roma
Massimiliano Iervolino". Lo dichiara il presidente del Consiglio
Comunale di Roma Mirko coratti che in una nota aggiunge:
"Infatti, allo stesso, ieri è stata data l'opportunità di
illustrare all'assemblea elettiva di Roma e al pubblico
intervenuto le ragioni e le caratteristiche
tecnico-amministrative del provvedimento, tra l'altro con una
modalità in deroga al Regolamento del Consiglio Comunale per
permettere una relazione, minuti di intervento utilizzati non
per la finalità diretta a sostenere il contenuto della proposta
quanto, piuttosto per svolgere una sorta di comizio politico
condito di polemica, anche legittima, ma decisamente fuori luogo
ancorché precedente all'atto di votazione che poi ha registrato
la bocciatura da parte delle forze rappresentative politiche.
L'impressione generale che si è avuta, non entrando nel merito
del punto di vista politico personale sul tema delle unioni
civili e l'istituzione di un Registro a Roma, è stata quella di
una grande architettura mediatica costruita su una polemica
fragile utile solo ad attaccare alcune parti politiche, le
associazioni cattoliche e la posizione sull'argomento espressa
dal Vicariato. Si è cercato di trovare nell'Aula Giulio Cesare
di Roma lo specchio e la vetrina che potesse aprire la strada ai
percorsi parlamentari dei cus quando in realtà l'unico ambiente
giuridico legittimato ad affrontare sul piano legislativo la
materia è proprio quella del Parlamento. Il Consiglio Comunale è
la casa di tutti i cittadini perché vi siedono i loro
rappresentanti, eletti direttamente e responsabilmente con il
voto di preferenza, sacrosanto è il principio della garanzia
democratica che facciamo rispettare in ogni seduta, e se
l'Assise, dopo una mediazione ed un confronto politico serrato
tra i Gruppi Consiliari, si è espressa in un certo modo quella è
la innegabile volontà della città e della maggior parte dei suoi
cittadini".
"In merito all'atto emblematico rappresentato con il bacio tra
due donne al termine della votazione - conclude coratti - non
posso che registrare intanto il mancato rispetto delle
istituzioni cittadine, e poi significare una personale domanda,
l'appuntamento con la votazione in Campidoglio è stato procurato
per avere il migliore tra gli scenari per finire sui giornali e
prevaricare i principi democratici? Anche a questo è servito il
voto in Aula Giulio Cesare, a mettere un bacio tra due donne al
centro dell'attenzione pubblica della Città in maniera
prepotente".
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