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martedì 18 marzo 2008

AMBIENTE: ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI ED UTILIZZO DELLE NUOVE TECNOLOGIE ENERGETICHE


AMBIENTE
Energia da fonti rinnovabili
Incentivi e Risparmi
Infrastrutture di rete

A Roma la crescita dei consumi di energia elettrica è costante, e aumenta più della crescita della popolazione e delle attività industriali e commerciali. Il terziario rappresenta il 48,3% dei consumi, seguito dalle famiglie (37,3%) e dall’industria (13,6%). La sola bolletta dei cittadini è più di 500 milioni di euro di spesa annuale ed i prezzi, per le famiglie, sono saliti in media del 3,3% all’anno negli ultimi due anni
Investire sulle fonti rinnovabili e sulle nuove tecnologie energetiche è importante non solo da un punto di vista energetico e ambientale, ma anche occupazionale e di qualità dello sviluppo. Grazie alle fonti rinnovabili è possibile creare nuovi posti di lavoro, servizi e prospettive di ricerca, oltre, naturalmente, a un maggiore benessere e a una migliore qualità della vita. Non ultimo, si possono ridurre i consumi energetici e le bollette a carico dei cittadini, offrendo una risposta concreta ai rincari dell’elettricità.
L’attuale normativa del comune di Roma in merito a prescrizioni energetiche è basata sulla delibera 48 del 2006 che da’ linee di indirizzo sul tema della edilizia “ben coibentata” cioè realizzata in modo da disperdere il meno possibile ma non considera il tema dell’utilizzo di tecniche di generazione del caldo o del freddo con apparecchiature ad alta efficienza, messe a disposizione dalla moderna tecnologia. In realtà è il combinato disposto delle due azioni che permette di conseguire l’obiettivo di un basso consumo di energia primaria.
Oggi, Roma può dotarsi di una leva fondamentale per promuovere e realizzare politiche energetiche sostenibili, che progressivamente portino a liberarla dalla dipendenza esclusiva dalle fonti fossili: sono le nuove fonti rinnovabili, come il fotovoltaico integrato e la realizzazione di impianti di co/tri generazione ad alta efficienza.
Per questi ultimi, a parità di energia termica ed elettrica prodotta, si ha un minor consumo di combustibile con ovvi benefici in termini economici ed ambientali.
Per accelerare la diffusione e la realizzazione di questi impianti occorre:
•Rendere agili le procedure – l’incentivo principale per i cittadini, le aziende, gli enti locali, le strutture edilizie pubbliche, deve essere l’estrema semplicità autorizzativa delle nuove installazioni
•Revisionare la delibera n 48/2006 in modo da incentivare anche a Roma la realizzazione di “impiantistica ad alta efficienza” in linea con il DL n 20 /2007 in recepimento di direttive europee
•Rendere semplice e accessibile il finanziamento – l’impegno è di stringere accordi con i principali istituti di credito per favorire un finanziamento semplice e rapido degli impianti
•Sviluppare la bioedilizia – da favorire attraverso la cooperazione dei settori sopra citati con le Università, al fine di contribuire al miglioramento dei nuovi piani di sviluppo urbano
•Infine, orientando politiche urbane e regolamenti edilizi comunali alla promozione del fotovoltaico, ove ciò sia possibile e compatibile con l’edilizia e i vincoli derivanti dal patrimonio presente a Roma.

Se attuata con convinzione, questa direzione di marcia consente di produrre risultati importanti in tempi brevi, nonché di arrivare a una progressiva autonomia energetica di aree sempre più ampie.
L’amministrazione deve attuare anche politiche rigorose di contenimento dei costi .
Occorre fissare come standard per tutte le strutture comunali che rifanno l'impianto elettrico quello definito dal programma europeo GreenLight che prevede uso di tecnologie a basso consumo con un risparmio minimo del 30%.

In questo ultimo decennio la fisionomia delle città italiane è stata oggetto di profonde mutazioni.I fattori di questo cambiamento sono da ricercare nelle riforme delle istituzioni locali e dei processi decisionali che hanno modificato profondamente il rapporto fra l’ente locale ed il cittadino .
Parallelamente è aumentata la sensibilità verso le tematiche ambientali, e si è innalzato il livello di attenzione verso il problema della gestione e dell’uso del territorio.
La trasformazione del territorio come tutte le trasformazioni va però governata e ricondotta all’interno di un più generale processo di modernizzazione delle città.
La modernizzazione della città passa quindi per la “ trasformazione governata” del territorio e questa attraverso l’innovazione tecnologica.
L’innovazione tecnologica è quindi la sfida sulla quale si misurerà l’efficientamento delle città e l’efficacia delle azioni politiche svolte.
L’innovazione tecnologica non costituisce l’obiettivo finale ma il mezzo per fornire da una parte servizi ed infrastrutture a tutti ed a costi competitivi e dall’altro il presupposto di base per offrire opportunità di investimenti esterni.
In questo contesto nasce la “cultura” del sottosuolo. Da sempre considerato come elemento debole nell’iter realizzativo di un’opera ( si pensi agli imprevisti geologici e/o archeologici che quotidianamente si incontrano nella realizzazione di opere pubbliche ), il sottosuolo deve diventare “risorsa”.
E’ il sistema nervoso attraverso il quale si trasmettono i segnali, i comandi ed attraverso il quale si telecontrolla la città moderna.

In questo quadro generale il progetto di razionalizzare il sottosuolo già urbanizzato e progettare quello relativo alle zone di soprassuolo in espansione è funzionale allo sviluppo economico della città.
Sottosuolo urbano come luogo da tutelare ed entro cui attivare regole di comportamento avendo consapevolezza del suo limite di sfruttamento

LA MIA IDEA DI PROPOSTA PROGRAMMATICA

-Riqualificare il patrimonio di circa 250 km di cunicoli e gallerie di pubblici servizi esistenti ( in gran parte localizzati nella citta’ storica e consolidata )
-Redazione, dopo il PRG, del PUGGS ( piano urbano generale dei Servizi del Sottosuolo DPCM 3.3.99 ) con mappatura dei livelli di “sensibilità” del sistema viario rispetto alle preesistenze archeologiche
-Favorire anche con incentivi fiscali la realizzazione e manutenzione dei servizi a rete con tecnologie a basso impatto e con limitata esecuzione di scavi a cielo aperto ( tecniche c.d. no-dig )

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