
“Si proceda al rinnovo dei vertici dell’IPA, Istituto di Previdenza ed Assistenza per i Dipendenti del Comune di Roma, che sono di diretta nomina del Sindaco, come è giusto che sia all’indomani del suo nuovo insediamento, vale a dire il Presidente dell’Istituto, il Presidente del Collegio Sindacale e il Direttore Generale ma si lasci in carica il Consiglio d’Amministrazione che è invece un organo elettivo” lo dichiara il Vice Presidente del Consiglio Comunale Mirko coratti che prosegue “l’intendimento, al quale l’attuale maggioranza sta pensando in questi giorni, di richiedere nuove elezioni per il Consiglio d’Amministrazione dell’IPA facendo riferimento al vecchio statuto dell’Ente, che peraltro è stato modificato dallo stesso CDA per consentire al Consiglio di rimanere in carica per cinque anni, non è certamente quello che si aspettano i 31mila dipendenti comunali, in attività e in pensione, che hanno votato lo scorso 28 febbraio per eleggere i loro Consiglieri d’amministrazione” Coratti sottolinea “c’è da dire inoltre che, organizzare una nuova consultazione elettorale interna, certamente non farebbe bene al bilancio dell’IPA stessa che per questa iniziativa ha speso ingenti risorse economiche peraltro non considerandone di nuove nel bilancio preventivo che riguarda l’attuale esercizio finanziario dopo avere appunto previsto nel proprio statuto la durata quinquennale del CDA. Quelle spese potrebbero andare a sottrarsi all’investimento che invece l’Istituto di Previdenza ed Assistenza ha previsto per l’apertura del nuovo centro di medicina preventiva il cui avvio è previsto per la fine dell’anno” in conclusione il Vice presidente del Consiglio afferma “occorre dare la possibilità al Consiglio dell’IPA di proseguire nei programmi di servizio per il quale i dipendenti capitolini lo hanno scelto. Sulla nomina del Presidente e degli altri vertici non si può obiettare nulla al Sindaco, perché è giusto che i vertici siano di nuova espressione di maggioranza ma, per l’organo elettivo, ritengo sia opportuno rispettare la volontà delle migliaia di elettori che non hanno votato un colore politico ma hanno accordato formalmente la loro preferenza a persone ritenute valide nella cura dei loro interessi legittimi”
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