"Presenterò al prossimo Consiglio di
giovedì una mozione di dissenso al disegno di legge della Lega
Nord sulle moschee nei Comuni italiani. La proposta leghista
prevede, tra le altre cose, il via libera solo dopo referendum
locale, divieto di costruzione di minareti, imam di lingua
italiana". Lo dichiara, in una nota, il vice presidente del
Consiglio comunale, Mirko Coratti. "Roma è da sempre simbolo
dell'incontro tra culture diverse - aggiunge Coratti - Mantenere
questo incontro, nell'ambito del rispetto reciproco e della
convivenza pacifica, non è solo un dovere per tutte le
istituzioni democratiche, ma anche un segnale di lungimiranza.
Il muro contro muro verso cui alcune forze politiche vorrebbero
portarci, in primis la Lega con la sua proposta di legge sulle
moschee, è pericoloso; come dimostra la storia recente delle
banlieu francesi. Per non parlare, poi, dei costi che un
referendum sulle moschee comporterebbe per i Comuni, si
tratterebbe di qualche milione di euro ogni volta. Nel caso di
Roma potrebbe aggirarsi anche intorno ai 7-8 milioni di euro.
Diverso è avere regole certe e chiare che garantiscano la
libertà di culto prevista dalla nostra Costituzione e il
rispetto della convivenza civile". "Per questo - prosegue
Coratti - ho deciso di presentare una mozione che impegni
l'Amministrazione comunale di Roma ad esprimere un messaggio di
richiamo al Governo e alle forze politiche sul disegno di legge
della Lega. E' necessario valutare attentamente e criticamente i
risvolti che tali scelte potrebbero generare nei percorsi
sociali di integrazione, in cui i Comuni sono i primi ad esserne
coinvolti. La cronaca di queste ultime settimane parla chiaro:
Caserta, Milano, Napoli. Nei giorni scorsi lo stesso Vaticano,
attraverso le parole del Presidente del Pontificio Consiglio per
il Dialogo Interreligioso, Cardinale Tauran, nel tradizionale
messaggio inviato alla comunità mussulmana per la fine del
Ramadam, ha ricordato come cristiani e mussulmani possano
lavorare insieme sul alcuni temi, come quello della famiglia,
per contribuire al dialogo e alla convivenza comune".
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