"Far ripartire senza perdere più tempo
le opere pubbliche è un imperativo cui l'Amministrazione non può
sottrarsi in questo grave momento di crisi economica". Lo
dichiara in una nota Mirko Coratti (Pd), vicepresidente del
consiglio comunale.
"Solo ieri - continua - la Cassa Edile, alla quale aderiscono
ben 11.500 imprese, ha lanciato l'allarme. Nei primi nove mesi
del 2008 sono andati persi 17.000 mila i posti di lavoro tra
Roma e provincia e le previsioni per il 2009 parlano di almeno
altri 15.000 posti. Oggi è il turno di Lega Coop Lazio che
nell'assemblea annuale chiede il potenziamento del sistema delle
infrastrutture e della mobilità anche attraverso il
coinvolgimento di investimenti privati, come volano per
l'economia locale. In questo scenario voglio ricordare che il
Comune di Roma è il principale ente sul territorio per commesse
e appalti, per questo il fermo di questi mesi e il calo dei
bandi per le opere pubbliche sono un grave campanello di allarme
ed una situazione che va invertita subito. Tra il 2007 e il 2008
c'è stato un calo del 50% del numero e degli importi degli
appalti banditi dall'amministrazione comunale. Negli ultimi mesi
la situazione è solo peggiorata: il maggior numero di appalti è
stati fatto nei primi mesi del 2008, con un calo progressivo
vertiginoso con il passare dei mesi. L'amministrazione
capitolina può anche continuare a parlare dei suoi progetti
futuri che cambieranno la città. Progetti che oggettivamente
hanno tempi lunghi di realizzazione, i cui effetti positivi
sull'economia si vedranno solo tra qualche anno. Le migliaia di
lavoratori del settore ora inoccupati e le centinaia di piccole
e medie imprese al collasso non possono aspettare 3,4 anni. La
crisi è adesso e sicuramente si protrarrà per tutto il prossimo
anno, quindi bisogna agire ora, non si può più aspettare. Le
soluzioni per far ripartire subito il settore e dare, in
generale un grande impulso all'economia romana, ci sono e sono
fattibili senza grandi complessità. Come opposizione - prosegue
Coratti - le abbiamo presentate nel dpf alternativo a quello
della Giunta Alemanno e sono le stesse invocate da Cassa Edile e
Lega Coop. Prima cosa diventa un impegno strategico far
ripartire tutte le opere pubbliche già finanziate e previste ed
i programmi urbanistici già avviati. Contemporaneamente il
futuro prossimo dell'economia romana dovrebbe, quindi, essere
programmato lungo due direttrici fondamentali: la prima,
destinando le risorse disponibili al mercato della manutenzione
e riqualificazione urbana, la seconda all'utilizzo diffuso del
partenariato pubblico-privato, come il Project Financing, per la
realizzazione di opere nuove. Le due cose insieme porterebbero
al coinvolgimento del capitale privato per la realizzazione
delle nuove opere, liberando in questo modo le risorse pubbliche
disponibili per l'attività di manutenzione riqualificazione
della città; attività che vedrebbe coinvolte soprattutto le
piccole medie imprese edili, in maggior sofferenza in questo
momento. In conclusione se lo volesse, l'attuale Amministrazione
potrebbe, oltre quanto detto in precedenza, dare immediate e
concrete risposte all'attuale situazione economica della città
attuando le seguenti proposte operative: sblocco immediato delle
opere previste dalle ordinanze dell'emergenza traffico e dei
circa 1.2 miliardi di euro previsti per esse; impegno di fondi
per le manutenzioni ordinarie e straordinarie dei Municipi;
sblocco ed accelerazione dei programmi urbanistici di concerto
con la Regione e le categorie, per attivare le opere pubbliche
già previste; finanziamento di quelle opere connesse ai
programmi urbanistici, in particolare quelli già in attuazione
come ad esempio i Piani di Zona 167".
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