"L'abbandono di Fabio De Angelis che
lascia il gruppo del Partito Democratico per aderire al gruppo
Misto, al quale va tutta la mia stima per la serietà, la
dedizione e l'impegno profuso per il IV municipio e per il Pd, è
un fatto politico gravissimo e i dirigenti ed il coordinatore
romano ne sono corresponsabili". Lo afferma in una nota il vice
presidente del consiglio comunale di Roma Mirko Coratti.
"Da svariati mesi infatti il coordinatore romano è stato
sollecitato, anche da me personalmente, ad intervenire nello
scontro interno al gruppo municipale che si era reso evidente e
leggibile anche da attacchi personali e violenti su mezzi di
comunicazione cartacei e di internet subiti dal Consigliere De
Angelis ad opera di persone vicine e verosimilmente
strumentalizzate da un collega consigliere municipale - prosegue
Coratti - I segnali di disagio e i richiami all'intervento del
Partito sono stati molteplici tant'è che lo stesso De Angelis
aveva qualche mese fa lasciato l'
incarico di Capogruppo in Consiglio Municipale per protesta tra
l'altro non comunicando all'esterno il vero motivo scatenante di
quella decisione per tutelare l'immagine del nostro Partito. Ma
nessuno è stato in grado di far prevalere il senso di
appartenenza e di unità partitica rispetto ad una logica
schiettamente personalistica e correntizia. Stante questi fatti
e considerato che il Pd in IV Municipio ha perso svariati
Consiglieri in questi ultimi due anni, ritengo assolutamente
necessario portare in sede di segreteria nazionale, regionale e
romana il caso dell'abbandono dell'ex capogruppo per aprire una
verifica di quello che è successo analizzando i fatti e
adottare con gli strumenti previsti i giusti provvedimenti verso
chi ha lavorato per dividere il PD e si è reso responsabile di
questo gravissimo episodio. In questa dimensione, non è
perdonabile infatti che si persegua con l'iniziativa personale
non il bene della cittadinanza ma il la cura del proprio
orticello".
"Prendo atto ancora una volta - conclude - che nel nostro
partito è in corso una vera e propria battaglia tra le diverse
anime di cui quella moderata è troppo spesso obiettivo, e sono
sempre più convinto che o cambiamo strada oppure la destra
continuerà a governare grazie alle divisioni e alle emorragie
del Pd".