Con la candidatura nel Lazio di Emma Bonino alle prossime elezioni regionali si è più che mai riacceso il dibattito, mai del tutto assopito, sul voto dei cattolici. Mi sento, quindi, anch’io chiamato in causa.
Il dibattito sull’argomento, infatti, non sta coinvolgendo solo autorevoli esponenti del modo cattolico da un lato e speculatori politici dall’altro, ma anche, ed in maniera sentita, l’intera comunità cattolica.
Basti vedere quanta gente sta in questi giorni partecipando al dibattito nei vari forum sul web, esprimendo con grande passione e intelligenza le diverse posizioni, i pro e i contro. Questa è prima di tutto una prova di maturità e partecipazione civile dei cattolici alla politica italiana, dimostrando che non esistono cattolici gretti da un lato e moderni ed emancipati dall’altro.
La politica è laica per definizione, ma chi crede è una persona che deve vedere in essa anche la messa in opera delle proprie convinzioni in nome del bene comune e del prossimo. La stessa Chiesa di recente ha auspicato, più che il ritorno a nuovi partiti cattolici, il sorgere di una nuova leva di politici.
Noi ci sentiamo tali, sia che ci si trovi in uno schieramento o nell’altro; apparteniamo a questo mondo e come tale facciamo crescere ed evolvere il nostro pensiero con esso, fatti salvi i principi indissolubili del cristianesimo.
Per questo penso che i cattolici che sostengono Emma Bonino lo facciano proprio perché essendo cattolici, guardano con favore a scelte non ideologiche ma di coscienza.
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